SETO

I Seto sono un gruppo etnico e linguistico che vive nella estrema punta sud – orientale dell'Estonia. Già il nome, "né questo né quello" (ei see ega too in lingua estone) dà un'idea della provenienza dei Seto. La loro lingua, il loro stile di vita e il loro folclore - che a causa del relativo isolamento della zona si sono ben conservati nel tempo - sono stati influenzati solo da due culture: estone e russa. Oggi, il numero stimato di Setos in Estonia è di 10 000 - 13 000 persone.

Essere una terra di confine ha causato molti danni ai Setos. Una volta territorio completamente estone, Setomaa venne divisa in due dal 1944 con il nuovo confine estone-russo. Petseri, centro di Setomaa, ora si trova in Russia. La divisione non è certo stata facile per la gente del posto, ed ha causato la separazione di intere famiglie e congregazioni.

I villaggi Seto sono tradizionalmente villaggi a grappolo - case e fattorie sono circondate da alte palizzate, garantendo privacy e protezione alla famiglia. Ogni casa ha un angolo sacro in cui pregare davanti ad un'icona. Ogni villaggio ha la sua piccola cappella piena di icone, tessuti, candele e fiori ed aperta alla preghiera pubblica durante le festività.

Oltre alla religione ortodossa, i Setos hanno conservato la loro fede nelle forze naturali e il loro vecchio dio pagano della fertilità: Peko. Le due religioni si sono mescolate: pietre sacrificali e sorgenti curative sono ancora in uso, durante le vacanze le persone si riuniscono per commemorare le anime. Dopo la messa si recano nei cimiteri, per mangiare e bere con loro antenati, lasciando sempre del cibo per le anime dei defunti.

Il ricco patrimonio culturale Seto è ben conservato da canti popolari, danze e rituali. Particolarmente interessante e il “leelo” - un modo di cantare in cui un solista canta un verso, che viene ripetuto da un coro polifonico. Estremamente espressivo, è spesso inventato sul momento - il cantante improvvisa e canta spesso di ciò che vede o pensa. Il canto leelo è stato incluso nella lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale nel 2009.

I costumi popolari di Seto sono molto noti. Le donne sposate portano caratteristiche gioielli in argento: numerose collane e una spilla conica. L’ artigianato di Seto è molto apprezzato, in particolare i merletti all'uncinetto e il ricamo tradizionale con ornamenti pregiati cuciti su luminoso panno rosso.

VECCHI CREDENTI

I Vecchi Credenti sono russi che rifiutarono le riforme della Chiesa ortodossa a metà del XVII secolo e, accusati per la loro decisione di continuare la pratica della "vecchia fede", dovettero cercare nuove terre oltreconfine.

I primi gruppi di Vecchi Credenti Russi si stabilirono a Mustvee, sulla costa occidentale del lago Peipsi, nel XVII secolo. Oggi ci sono 11 congregazioni, 9 di esse situate lungo la sponda occidentale del lago Peipsi, 1 a Tartu e 1 a Tallinn, per un totale di 15 000 membri.

La religione è il fulcro della vita di tutti i giorni dei Vecchi Credenti. Le feste religiose, come il Natale (celebrato il 6 gennaio secondo il vecchio calendario) e la Pasqua, sono eventi molto importanti.

Le pratiche spirituali sono fondamentali per la loro comunità. Usano due dita per fare il segno della croce, invece di tre come si fa nella chiesa ortodossa riformata; riconoscono il Battesimo fatto con tre immersioni complete e rifiutano la validità di qualsiasi altro rito del Battesimo; non utilizzano il polifonico, ma solo il canto semplice e non si inginocchiano ma si inchinano quando pregano. Usano solo l’iconografia russa antica o bizantina e per questo, sono state fondate anche scuole di pittura delle icone per mantenere viva la tradizione. La più famosa scuola di pittura di icone è stata fondata da Gavriil Frolov, alla fine del XIX secolo.

I Vecchi Credenti tradizionalmente abitano le zone rurali e hanno la pesca come attività principale. Le cipolle sono un altro prodotto da vendita. L'unica strada di 7 km, ”Strada della Cipolla” attraversa quattro villaggi (Raja, Kukita, Tiheda, Kasepää) ed è bordata di caratteristiche case colorate a due piani, con balcone o torri di piccole dimensioni. Ogni nucleo familiare ha una vanga e un'icona per ogni membro della famiglia.

Il simbolismo è una parte della tradizione: la gente è in grado di leggere la storia di tutta la vita di una persona dal modello della sua camicia.

Fumare e bere caffè sono considerati peccati. I più severi proibiscono anche ai maschi di radersi la barba e non condividono i pasti con persone di altre religioni.

Tutte queste abitudini hanno portato ad un relativo isolamento: la popolazione non si mescola con gli estoni e i russi, ed ha mantenuto intatta la loro cultura per centinaia di anni.

KIHNU

Kihnu è la settima isola più grande dell’Estonia con i suoi 16,8 km ², ed è situata a 10 km dalla terraferma. La compongono quattro villaggi e circa 600 persone.

La vita a Kihnu è strettamente legata al mare. Gli uomini sono pescatori e cacciatori di foche da secoli. Le donne si occupano della vita quotidiana in casa, e anche degli animali da allevamento come mucche, pecore, maiali, polli, degli ortaggi da coltivare e della frutta.

Sono soprattutto le donne ad avere conservato le antiche tradizioni e il dialetto locale. Le donne indossano tradizionali gonne a righe colorate e fazzoletti da testa. Il colore rosso è considerato di buon auspicio, come anche alcuni simboli, ad esempio il serpente, usato in vita e sui guanti. Le donne anziane e le donne che hanno perso il loro marito sono solite indossare gonne nere o blu. Una donna di Kihnu può avere 20-30 gonne, per ogni occasione.

Gli uomini hanno un maglione tradizionale detto Troi e lo indossano durante l'inverno.

La cultura di Kihnu si è evoluta nel corso dei secoli in un relativo isolamento geografico e a distanza dalla terraferma. Oggi è un mix di tradizione e modernità - una combinazione che lo rende così unico e prezioso. Le donne indossano le loro gonne rosse e cantano canzoni tradizionali mentre usano Internet, i cellulari e guardano la televisione.

Sono preziose le tradizionali canzoni nuziali di Kihnu, a partire dal 2003 dichiarate parte del Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità UNESCO.

Ci sono anche le canzoni degli uomini: lunghe canzoni narrative che descrivono i loro viaggi. Gli uomini spesso partivano con una valigia di legno e durante il viaggio vi dipingevano sopra la nave. Alcuni pittori locali molto noti, di stile Naif, sono Jaan Oad, Georg Vidrik e Harri Vesik.

Suonare uno strumento è anch’essa una tradizione importante ed è mantenuta in vita nella scuola locale. La gente di Kihnu ama ballare, cantare e fare festa! Insieme con le festività religiose, vengono celebrate feste stagionali legate agli animali e alle credenze indigene.

MUHU

L’isola Muhu è la terza isola più grande dell'Estonia con i suoi 198 km ², si trova a 7 km dalla terraferma, e conta oggi 2000 abitanti.

Attraverso i secoli, Muhu ha sviluppato una sua cultura caratteristica. I più noti prodotti di Muhu sono le coperte tessute con disegni colorati e fiori locali e i souvenir in legno aromatico di ginepro. Il paesaggio è caratterizzato da mulini a vento, recinti in pietra, cespugli di ginepro, foreste di pini e betulle, zone umide e paludi di piccole dimensioni.

La mancanza in tempi sovietici di pratiche di agricoltura intensiva e l'agricoltura collettiva hanno protetto la biodiversità dell'isola e oggi una gran parte fa parte del programma dell'Unione europea per le aree protette costiere (Natura 2000). Muhu è habitat naturale di 23 specie rare di orchidee e tre coppie di rara e maestosa aquila di mare nidificano qui. Vi è anche una fattoria piuttosto insolita con emù, struzzi e canguri.

I piccoli villaggi di pescatori sono affascinanti per la loro semplicità. Le case di paglia sono dotate di porte colorate e hanno forme caratteristiche con simboli che proteggono dal male. I simboli pagani sono ancora ampiamente utilizzati e si possono trovare anche su numerose lapidi.

Il miglior esempio di un tradizionale villaggio Muhu è Koguva, risalente al XVIII-XIX secolo. I visitatori apprezzano l’isola di Muhu per la sua natura incontaminata, la pace e la tranquillità rigenerante.

La restaurata casa padronale di Pädaste offre la possibilità di coniugare semplicità e lusso, in quanto è l'unico hotel a 5 stelle fuori da Tallinn e anche il miglior ristorante gourmet di Estonia.

Ogni estate, nel Giorno di Mezza Estate, Muhu ospita una grande festa di musica classica e jazz, con musicisti locali e anche artisti internazionali sul palco. Nel corso degli anni è diventato un evento culturale, che valorizza anche le tradizioni locali.

SVEDESI ESTONI

Gli svedesi estoni sono una minoranza etnica e linguistica che si è stabilita sulla costa occidentale e nelle isole d’Estonia dal XIII al XV secolo.

Durante il dominio svedese c'erano circa 10 000 svedesi in Estonia. La zarina russa Caterina II costrinse una parte di loro a trasferirsi, nel XVIII secolo: i rifugiati si stabilirono in Ucraina. La restante popolazione svedese fuggì in Svezia nel 1939, quando l'esercito sovietico invase l'Estonia. Oggi circa 300 persone si considerano discendenti della popolazione originale degli svedesi costali e vi è anche una comunità di svedesi costali dell’Estonia in Svezia.

Alcune aree e alcune delle isole dove gli svedesi vivevano erano interamente di lingua svedese, con i propri giornali e le scuole. Tuttavia non c'è un unico dialetto estone-svedese, ma molte variazioni regionali diverse dal moderno svedese, dato che hanno conservato il carattere arcaico della antica lingua svedese.

Le principali aree popolate dagli svedesi sono state: Tallinn, dove formavano un quarto della popolazione nel XVI secolo e la periferia di Tallinn (Vihterpalu, Kurkse, Padise); Haapsalu, la capitale della comunità estone svedese e la penisola Noarootsi, in cui ora molti stanno tornando dalla Svezia.

Le piccole isole Ruhnu, Naissaar, Vormsi, Piccola e Grande Pakri avevano ognuna particolari tradizioni popolari e architettura, ma purtroppo non è rimasto molto dato che in questi luoghi sono state costruite basi militari sovietiche e che sono state utilizzate per prove di bombardamento. Tuttavia, Ruhnu può ancora andare orgogliosa della più antica chiesa di legno in Estonia (Santa Maddalena) - che risale al 1644 e Vormsi vanta uno degli strumenti musicali più singolari del nord Europa: il talharpa (il Kannel svedese). Hiiumaa ha completamente perso la sua comunità svedese, che può essere commemorata sulla Collina delle Croci.